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Italian style: briefing aziendali in pausa pranzo - Equibrio
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Italian style: quando i briefing aziendali si fanno in pausa pranzo

17
Lug
2020

Una nuova concezione di meeting, tra colloqui amichevoli e piatti pronti monoporzione

Si sa, nel Belpaese le discussioni riescono meglio a tavola, anche quelle di lavoro. E se in molte aziende la pausa pranzo si riduce alla schiscetta consumata in solitaria davanti al pc, è anche vero che aumentano i casi di pranzi condivisi con manager e collaboratori. Ma perché sono così preziosi e come organizzarli per convertirli in momenti all’insegna della produttività e del gusto?

I vantaggi di programmare un brief nel lunch break

Ci sono mille motivi per trasformare il lunch break nella cornice perfetta per il tuo briefing . A volte, l’agenda non ti lascia scampo e le scadenze pressanti ti costringono a sfruttare ogni minuto rimanente, mentre in altri casi la pausa pranzo è l’unico momento utile per radunare gli stakeholder aziendali coinvolti in un progetto che, per varie ragioni, durante l’orario di lavoro risultano irreperibili.  Ma dare o ricevere istruzioni operative mangiando è anche un modo per condurre la riunione in maniera informale e far emergere criticità che, altrimenti, faticheresti a individuare. Per non parlare della possibilità di fare team building. Oltretutto, è dimostrato che rinsaldare le relazioni tra colleghi rende i collaboratori più felici, aumentandone rendimento e creatività. Allora, a quando il prossimo brief a tavola?

Come rendere il brief a pranzo davvero time saving

Come avrai capito, il brief in pausa pranzo è una soluzione decisamente smart, a patto di programmarlo a dovere, per fare in modo che il tempo risparmiato non finisca per volatilizzarsi, tra scarsa organizzazione e cibi sbagliati. Ecco, dunque, le regole d’oro per efficientare le tue riunioni più deliziose

Puntualità: fai in modo che tutti i partecipanti arrivino in tempo: saremo pure italiani ma, in questo caso, occorre comportarsi da svizzeri!

Comfort: che si tratti della sala riunioni, di uno spazio separato dedicato al catering o, più semplicemente, del tavolo più grande dell’openspace, non dimenticare di liberarlo da tutto ciò che non serve e di renderlo accogliente e piacevole, per favorire la socializzazione e la sensazione di staccare per qualche minuto.

Niente junk food in riunione, siamo italiani: dulcis in fundo, il componente più importante: il cibo! Le pietanze da consumare in occasioni come queste non vanno scelte a caso, perché devono soddisfare molteplici requisiti. Innanzitutto, dovrai optare per alimenti golosi, che non facciano venir voglia di fiondarsi alla tavola calda dietro l’angolo. Inoltre, accertati che siano pratici da mangiare e capaci di adattarsi a ogni esigenza nutrizionale: la pizza sarà anche buona ma poi chi lo sente il tuo braccio destro, celiaco e intollerante al lattosio? Da ultimo, non dimenticare di puntare sui nutrienti alleati della concentrazione e della memoria, per scongiurare quella sonnolenza postprandiale che, oltre a mettere tutti ko, renderebbe vani i tentativi di guadagnare in produttività. Ma dove trovare pasti che assecondino tutte queste condizioni? Un esempio sono i piatti pronti monoporzione Equibrio, sani, equilibrati, ricchi di omega 3 che stimolano le funzioni cerebrali e persino conservabili in dispensa, per riunioni dell’ultimo minuto!

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